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Da VIDEOHIFI.COM n.18

JSMR MAGIC S RING

La seconda prova ha riguardato i due anelli inviatimi appositamente in anteprima.

Si chiamano MAGIC S RING e sono una versione in miniatura dei MAGIC RING, utilizzati principalmente per cavi di alimentazione e per casse, da tempo in produzione presso la JSMR e sono specificatamente nati per un uso con i cavi di segnale.

Esteticamente i due oggetti si presentano come due tubetti dalle pareti piuttosto spesse di ottima fattura dal punto di vista costruttivo, piuttosto pesanti considerando le piccole dimensioni.

All'interno aprendoli si notano due semitubi in un materiale che a occhio sembrerebbe ferrite, ma chissà se lo è davvero .

Dal punto di vista dell'uso anche qui ci troviamo di fronte a nulla di complicato: il tubetto va posto attorno al cavo di segnale e chiuso agendo sugli appositi clamp in modo tale che il cavo scorra attraverso l'oggettino: Io l'ho posto a serrare il cavo YPA Crystal che collega il pre ai finali e che si è rivelato perfetto come diametro andando ad occupare tutto lo spazio disponibile e quindi consentendo all'anello di restare bloccato nella posizione scelta vicino ai connettori WBT di uscita lato Pre.

A naso la presenza presunta della ferrite, in mancanza di maggiori dettagli da parte del costruttore, molto "parco" in materia di informazioni riguardo alla tecnologia dei suoi prodotti, mi ha fatto pensare ad un intervento sulle spurie collegate alla radio frequenza, ma in considerazione dei risultati ottenuti con l'Ultratweeter e in considerazione del background della ditta del Signor Chan non posso a priori affermare che questa sia la funzione dell'oggetto inviatomi da Hong Kong.

Mettendo da parte le domande e passando all'ascolto debbo dire che per certi versi l'intervento dell'oggettino made in China è ancora più evidente di quello dell'Ultratweeter e tra il mettere e il levare le differenze soniche si avvertono e in maniera decisa: l'intervento più marcato è in gamma media, sulla voce in particolare che appare più naturale, rotonda, più ricca di armoniche, ma al tempo stesso più morbida mostrando, in ciò, l'oggetto una interessante "parentela" con l'altro aggeggio in prova, frutto di un'idea del "buon suono" da parte del progettista molto in linea con i miei gusti in materia di riproduzione hifi.

Anche il sound stage appare migliorato con un aumento specialmente della profondità della scena e con una conseguente ricostruzione virtuale più spettacolare e realistica.

L'impressione globale è che l'anello, non so se per merito della ferrite o di altre cose, consenta al segnale audio di essere "più isolato", "più pulito" e conseguentemente probabilmente per questo "più ricco" di informazioni che si traducono nella esperienza di ascolto molto positiva che ho riferito: sia quel che sia lo ritengo un oggetto da provare e "da importare" assolutamente, visto che il suo costo annunciato 100 Euro mi pare commisurato a ciò che offre in termini di prestazioni.

Nella fisica quantistica l'orizzonte degli eventi è sostanzialmente una previsione della relatività generale che fenomenologicamente dovrebbe dare luogo ad un "confine" tale che nulla, compresa la luce, lo possa attraversare. Ciò che può succedere in prossimità di un orizzonte degli eventi non è facilmente prevedibile in termini della sola relatività, ma richiederebbe una complessa modellizzazione della materia, che può dare luogo a fenomeni diversi.

L'orizzonte degli eventi è un luogo al ciglio di un buco nero in cui tutto è possibile, il posto dove la materia può "scegliere" in che fenomeno fisico mostrarsi: se Mr Chan abbia usato la meccanica quantistica o no per costruire i suoi congegni non lo so, quello che so è che ambedue hanno apportato dei cambiamenti al suono del mio impianto in termini non trascurabili, non so se tali oggetti abbiano "portato" le onde sonore generate dalla mia catena all'orlo di un buco nero (luogo per altro poco raccomandabile per una villeggiatura) non so se le onde di probabilità si siano modificate in maniera significativa, quel che è certo è tali oggetti che hanno dato luogo ad un "evento sonoro" migliore di prima e questo come audiofilo empirico mi basta e avanza.

Per molti, ma non per tutti: altamente consigliati a tutti gli sperimentatori coraggiosi dei confini del possibile, a tutti coloro che sanno capire che è attraverso le sfumature che si può migliorare veramente una catena audio ben assortita e sinergica di base, a tutti coloro che abbiano saputo nel tempo costruirsi un impianto rivelatore di ogni modifica ad esso apportata.